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Il piacere di dare corpo e forma al libro e il privilegio di sceglierlo

IL RISCATTO 1933-2013

20,00

Una vita difficile fra due grandi crisi economiche e i guasti del nazi-fascismo in provincia di Bolzano

di Victor Ebner
pagine 184
prima edizione ottobre 2014

ISBN 978-88-96014-44-8

Esaurito

COD: PE-064 Categoria: GTIN: 978-88-96014-44-8

Descrizione

Ognuno è l’artefice del proprio destino.
Così recita e insegna un saggio proverbio latino, ma durante le grandi crisi economiche e le grandi guerre, la infausta sorte di milioni di innocenti, viene decisa dalla cinica egolatria di un pugno di irresponsabili, inumani potenti.

 

La superficialità e l’ipocrisia con le quali veniva occultata la grande crisi economica del 2008 da parte di coloro che avevano partecipato alla enorme abbuffata finanziaria, a vantaggio di pochi e a danno del lavoro produttivo di molti; l’ossessivo ritorno sui giornali e in tv di parole al vento sulla disoccupazione, in particolare quella giovanile, sulla povertà e povertà relativa del ceto medio, sulle deprivazioni di milioni di bambini e infine sull’Europa smarrita, scossa da separatismi e accerchiata sempre più da vicini venti di guerra, hanno rievocato le ombre di un passato che sembrava da tempo rimosso e dimenticato.

Ecco, dimenticato! La mancanza di memoria storica è un costante pericolo per la democrazia e per la vita di molti. è quindi un obbligo, in primo luogo dei giovani, conoscere il passato per respingere i risorgenti nazionalismi e separatismi e per dare una soluzione alla crisi, evitando avventure autoritarie.

 

L’AUTORE

Vittorio Ebner nasce a Trento il 3 ottobre 1933. Il padre Luigi è impiegato presso un’impresa privata, la madre Ida Dorigoni lavora saltuariamente, come sarta, per privati e per il distretto militare a sud di Trento. La sorella Emma ha già cinque anni. Una vita familiare modesta ma dignitosa.

Dopo alcuni anni la grande depressione, seguita al crac del 1929, produce i suoi nefasti effetti: l’impresa che dava lavoro al padre fallisce e produce disoccupazione. La successiva domanda di impiego al Comune di Trento viene respinta perché non corredata dalla tessera di iscrizione al fascio.

In breve tempo cominciano difficoltà economiche e in più il padre si ammala gravemente e muore a soli 34 anni, lasciando alla moglie Ida l’eredità di due figli da mantenere, senza coperture sociali.

La famiglia è in povertà e la madre, nell’intenzione di migliorare le possibilità di guadagno, si trasferisce a Egna, dove esisteva una caserma di fanteria con prospettiva quindi di lavoro sicuro.

Prima dell’8 settembre 1943 i soldati italiani partono per il fronte africano e, cedendo alla propaganda nazista, per necessità, la madre trasferisce ancora la famiglia a Feldkirch in Austria, diventata nel frattempo Germania in seguito all’annessione del 1938. Poi però, risposatasi, ritorna con il marito, la figlia Emma e la seconda figlia Nelida, a Egna.

Il figlio Vittorio, al quale nel frattempo era stato cambiato il nome in Viktor con la trasformazione della cittadinanza tedesca in cittadinanza austriaca, rimane nella nuova repubblica austriaca, per continuare gli studi; è costretto poi, dopo alcuni anni, privo di documenti, a rientrare in Italia da clandestino. Diplomato geometra e superata una grave malattia, si inserisce nel mondo del lavoro e si integra nella comunità di Egna.

Entra poi, con sempre maggior consenso, nell’amministrazione comunale, prima da Consigliere poi da Assessore e Vice-Sindaco. Per un breve periodo sostituisce il Sindaco pro-tempore, impedito da un grave incidente stradale. Nelle successive elezioni comunali risulta il più votato, ma il successo è reso vano dalla contesa etnica, seguita al nuovo statuto di autonomia e al tanto deprecato censimento etnico, con conseguente divisione totale nel Consiglio comunale, nelle scuole e nella cultura.

Esponente provinciale del Partito socialista, assiste alla disgregazione correntizia dello stesso, e alla perenne divisione della sinistra e dei sindacati.

Si ritira quindi a vita privata e nel 1994, per motivi di lavoro e di salute, si trasferisce in via definitiva a Bardolino sul lago di Garda, dove ritrova serenità assieme alla compagna di vita Silvana.

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